Bosco

Nel Bosco delle idee, nella foresta dei ricordi, tra le foglie dei pensieri, pianto una parola, come un seme… per non dimenticare. Mai…. Ad ogni albero ho dato un nome, eccoli:

La Nave che Cantava. Il profumo dell’erba. L’ombra ristoratrice di un albero. L’odore dell’alba in montagna. Le musiche di Ennio Morricone in macchina (la fiat 850 azzurro puffo!) con mio padre. La pelle fresca di mia madre. L’Opopomoz. La mia scrivania, talmente carica di creature fantastiche da rendere ogni risveglio un dubbio. Lo sguardo di mia moglie. Un lenzuolo fresco sulla pelle.  La mia coniglietta di peluches. L’anello con le rune. Le mie spade. La mia prima notte Romana. La mia gatta. Il nascondiglio dell’infanzia. I ravioli al vapore. La mia macchina. Lo scoglio delle poesie. Il mare d’inverno. Lo scrigno dei ricordi. Le patatine fritte. La panchina con la bottiglia di Jack. La chitarra di mia madre. Il mio primo androide. Lo sguardo di un’Amica che ha perso il figlio. La felpa grondante di sangue. Quella mano fredda. Il calore di un abbraccio. La barba blù. Le giornate in biblioteca. Quel biiiiiiiip prolungato… mentre sei solo nella stanza, solo… dentro e fuori. Il cassetto delle cianfrusaglie. I miei computer. La gioia della scoperta. Il tepore del cuscino al mattino. Casa. La sensazione di essere compreso veramente quando lei anticipa le tue parole. Il panino delle 4:45 del mattino con Max. Quello delle 8:30 con Roby. Le minacce di morte ad un amico che ti fà ridere troppo…. (ti voglio bene Giovi). Le partite a Starcraft con mia sorella. Il sistema di sintesi vocale con l’accento bolognese…. (maledetto! ma perchè bolognese!! ).   Lo scarico a catena della casa in montagna. La macchinina a pedali. Il lumino giallo per la notte. Il lanciafiamme con il vicino di casa… (piccoli chimici crescono). La collezione di micro-machines. Imparare a cucire facendo vestitini alla Barbie con la vicina di casa. Il giubbotto in pelle alla top-gun ribattezzato “la pecora“. Fare un bluff per aiutare qualcuno a realizzare un sogno. Svegliarsi e non sapere dove ti trovi, quando e perchè. Le notti insonni analizzando quel pugno nello stomaco. Le bruschette di Ramona. La cognata che canta ‘Mad about you’. La bilancina per la pappa. La prima ballerina che ti prende per i fondelli perchè sei un tronco di legno… (grazie al cazzo, vogliamo configurare un raid insieme?). Il primo telescopio e l’anello di saturno. Il motoscafo a lugano. L’ufficio Clonazione. Il mondo è mio! . La battaglia contro Genòva subito dopo la morte di Aeris.

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Decidere di ricominciare a vivere ancora una volta. Decidere di credere ancora una volta. Pregare per un miracolo… non per me, ma per una persona che lo meriterebbe. Guardare le stelle e pensare di tornarci una volta per tutte. Aumentare la percezione e la consapevolezza di un istante fin quasi a fermare il tempo. Domandarsi ancora una volta se sei tu o il mondo ad essere sottosopra.

Fà che il commento sia degno del tempo che perdi per scriverlo....

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