L’ Elfa dei Sogni

Giaci accanto a me, mio devoto cavaliere,

fatti trasportare nel Bosco del Sapere,

dove l’anima ben disposta

a molte cose avrà risposta,

ed il tuo corpo affaticato

tra le mie braccia è ristorato.

Sdraiati sull’erba, e stammi qui vicino,

nell’ora della Notte vinceremo sul Destino,

posa la tua testa sul mio cuore

udrai la melodia delle parole

mie, che narrano la vita

e che forse l’han capita.

Chiudi  gli occhi ed ascolta la mia voce

mentre veglio su di te, così nessun ti nuoce,

sussurro di ricchezze e del prezzo di un sorriso,

quel che non si compra, questo è il paradiso,

il frutto della mente, lo sguardo dell’amore

è questo che hanno perso di vista le persone:

La sete di Saggezza

Il Sogno e la sua ebbrezza

La Vita e la Bellezza.

Ma l’Alba è ormai vicina, il sole sta sorgendo,

io Elfa dei tuoi Sogni, ti chiedo un giuramento

ricordati i miei occhi, non scordar le mie parole

sdraiandoti sull’erba ti scalderanno il cuore.

Il sonno ormai è finito e ti saluto con la mano

un bacio sulla fronte e ti svegli piano piano….

Deus Ex Machina

E’ giunta l’ora di svestire l’armatura, per qualche tempo, lucidarla, oliare le giunture e trovare un po’ di riposo per le membra e ristoro per l’Anima, tra i fili d’erba, freschi di rugiada, all’ombra di quella quercia laggiù… tra il sogno e la realtà, prima di riprendere il viaggio.

Domani.

Buon viaggio a tutti voi.

Grazie.

Con questo piccolo post voglio ringraziarvi, sì tutti quanti… tutte quelle persone che passando sul mio piccolo spazio mi regalano un po’ del loro tempo, chi solo leggendo, chi commentando, chi anche solo lasciando un ‘like’… Siamo in pochi, ma buoni, ed è quello che preferisco. Proprio pochi giorni fà discutevo con uno ‘spammer‘ di quanto sia molto più importante la ‘qualità’ di chi visita un blog e del suo contributo, e che lo visiti per i contenuti non perchè sollecitato... che passi perchè è un bel posto. Ed anche se così io non avrò centinaia o migliaia di visite, b’è… non mi importa affatto. Anzi, non vorrei che fosse diverso.

Quindi, a tutti voi, dico Grazie. Grazie per il tempo che regalate ai miei pensieri….

Deus Ex

7 Spade

E’ bello poter contare sulle amicizie, quelle vere, con la ‘A’ maiuscola. Sempre. Io chiamo quelle Persone Fratelli o Sorelle di Spada, perchè come nei vecchi Ordini, un fratello o sorella di spada è una persona che ti affida la sua vita ed a cui tu affidi la tua. E’ un legame di completa, totale ed assoluta fiducia, fisica e mentale. Queste Persone sono i Custodi della tua Anima, e questo significa anche che se per il tuo bene dovranno prenderti a schiaffi, lo faranno senza esitare. Loro forse soffriranno più di te nel farlo, ma la loro mano non si fermerà. Ti daranno consigli, ti saranno accanto quando chiamerai, rideranno, piangeranno e divideranno la loro esistenza con te, nel bene e nel male.

Avere accanto queste Persone è una vera ricchezza, una salvaguardia ed un privilegio e con questo piccolo pensiero voglio rendere omaggio alle mie 7 Spade, perchè riescono, ognuna con le sue qualità, a difendermi da ogni cosa… più di tutto, da me stesso.

Vi rendo omaggio.

Deus Ex Machina

 

“Un giorno avranno dei segreti, un giorno avranno dei sogni”

Sono passate molte lune da quando lasciai dietro di me la città di Tristram… ah no, quella è un’altra storia… comunque ne sono passate tante da quando ‘giocavo’ con i primi sistemi di sintesi vocale, già su Commodore 64…. ahhhh bei tempi… Poi giunsero le API… non l’ape maia! I cartoni animati come Macross Plus proponevano Sharon Apple, i telefilm come Star Trek offrivano astronavi con computer di bordo a interfaccia vocale, la letteratura del dopoguerra si spingeva anche oltre, con cyborg di ogni genere…. I primi engine vocali in inglese, quelli italiani (?) con l’accento bolognese e compagnia cantante… Cantante? Wow, fico! Ora tu guarda cosa fanno i Vocaloid… voce artificiale, corpo olografico… e soldi a palate… grosse palate…

Quale sarà il prossimo passo? Crearne di meno pupazzosi? Tra quanto gli ologrammi saranno sostituiti da qualcosa di più solido? Quando, la malattia umana, trasformerà qualcosa di bello in qualcosa di sporco? Quando un Signor ‘Nessuno’ scoprì l’energia atomica pensava di aver scoperto una cosa buona…. e gli uomini costruirono le bombe. Ora altri “Signor Nessuno” lavorano sodo, tentado di creare l’intelligenza artificialmente…. cosa ne faranno gli ‘uomini’ ? Spero tanto che se di ‘Intelligenza’ si tratti…. sia DAVVERO intelligente… Non sò voi, ma quando ho visto ‘IO ROBOT‘ mi sono chiesto se V.I.K.I. in fondo… non avesse ragione… proteggere gli uomini da loro stessi…

Un giorno avranno dei segreti, un giorno avranno dei sogni…

7 Spam

Sette Spade

Sette Anime

Sette Vite

Sette Cuori

Un solo pensiero

DIFENDERE

 
 

7 Spam. Stop.

Il regalo più grande….

Premessa: Se tirate in mezzo Tiziano Ferro vi banno. Non dal blog… dalla vita… vi MUOIO, ok ??

Ma veniamo al post: Quante volte ci è capitato di pensare ad un evento, una ricorrenza e simili e domandarci: - ” che diavolo gli/le regalo ?? ” - Magari la persona in questione ha anche una certa importanza per noi, e spesso lì scatta la molla materialistica…. più è importante più si spende… primo grave errore…. anche perchè la volta successiva vorremo stupire, quindi in una manciata di volte ci si ritrova sul lastrico.

Quello che spesso ci si dimentica è che per una persona che davvero ci vuole bene, l’oggetto di turno lascia il tempo che trova, sì… bello, carino, prezioso, tutto quello che vuoi…. ma è lì… come tante altre cose…

L’unica cosa, veramente preziosa, unica, irripetibile, il regalo migliore, il più grande è: il tempo. Vuoi bene ad una persona? Regalale il tuo tempo, le tue attenzioni…. regalaTI. Spesso è vero, il tempo manca anche per se stessi, ma ci sono modi diversi per ‘essere presenti’, si tratta solo di scoprire quale, tra quelli possibili, è il più gradito al destinatario del nostro dono.

Io, primo fra tutti, avevo scordato un pò questo concetto, preso da tante ansietà… ma stò cercando di rimediare…

Caccapupù

Quel gran cattivo cosmico di Brunga (Ahahah), con mostri e pipistrelli….. con mostri e pipistrelli? Magari ! Orco mondo, (scusa Shrek…), vorrei fare io a cazzotti contro mostri e pipistrelli…. e poi arrivi dal gran cattivo, incacchiato come un ape, lui ti attende per il Gran Monologo e alla fine ciccia, fissero tutti (quasi) felici e contenti… (almeno i protagonisti…).

Fatto stà che in questo mondo di Caccapupù, il postino non suona due volte, non suona proprio! Se ne frega allegramente… In questo mondo di Caccapupù, un pampers non basta… straborda tutto e comunque… anche quell’azzuro ippopotamo… e ti domandi come cacchio faceva a stare nascosto nel tuo nappolino (pannolino nappolino, fà lo stesso…), altro che ali… quì serve una grù! In questo mondo di Caccapupù gli stronzi galleggiano e gli Angeli vengono lasciati affogare, dopo avergli spezzato le ali… perchè sono ‘diversi‘… e li senti piangere perchè anche il solo sperare…. fà male.

Io non posso, stare fermo, con le mani nelle mani…(no, non me la canto…) allora che faccio? Ciobin? No grazie… io resto.

Osservo il tramonto, e se gli Angeli piangono io non posso curare loro le ferite, ma posso tenerli per mano. Morirò per questo… lo sò. Ma sono felice così. Preparati Brunga…

Sono un bambino…

…. magari! Mi piacerebbe. Certo, ci sono delle cose nella mia vita a cui non voglio e non posso rinunciare, quindi non se ne parla, resto adulto(?) grande(?) … ok resto un non-bambino… ma credimi, vorrei essere uno di loro, li invidio, spesso. E non solo per essere liberi dalle aspettative del resto del mondo, ma per tante altre cose che un bambino ‘può‘, mentre un adulto o pseudo tale non è in grado di fare… non più. Qualche esempio? Macchinina. Dai al bambino una macchinina e ci giocherà fino all’infinito, non per la macchina in sè, ma per le infinite storie che la fantasia è in grado di forgiare con quel piccolo oggetto. Togli la macchinia. Resta un bambino con tanta di quella fantasia che un tappeto può diventare ogni cosa, una capsula di quelle gialle dell’ovetto kinder* diventa un universo, un pezzetto di cartone un amico fantastico che neppure Tolkien saprebbe fare di meglio… Un bambino è VERO. E’ triste, è felice, sorride con gli occhi e con il cuore. Non è contaminato da doppiezza, falsità, meschinità e tutte le bassezze di noi adulti(?). Il problema è che una volta conosciute queste cose il bambino viene ‘smaliziato‘… ed è finita. Non fraintendermi, può essere la persona migliore di questo mondo, ma vedrà queste cose negli altri, e per questo soffrirà. I suoi occhi non brilleranno più come prima. Diverrà un non-bambino. E dimenticherà. Scorderà la magia della fantasia, l’entusiasmo della scoperta, il facino delle infinite possibilità, e non sognerà più…. schiacciato da parole come concretezza, risultati, aspettative, obiettivi, carriera.

Ma. Spesso i ‘ma’ sono negativi, questa volta no.

Ma un giorno quel non-bambino si guarderà allo specchio e scrutando a fondo in quei due pozzi d’acqua verde potrà scorgere i sogni dimenticati.

Ma un giorno quel non-bambino potrà aver conosciuto anche la saggezza e con essa riuscire a ritrovare la strada per quella gioia dimenticata, ma questa volta essendone cosciente.

Ma un giorno quel non-bambino…. continua tu, se ne sei capace. Se non ci resci, b’è… fatti qualche domanda.

Io ero un bambino, ed ora non lo sono più. Alle volte li invidio, ma poi penso che ho la fortuna di essere io a plasmare la mia vita. Certo, ho fatto tanti errori e ho pagato per essi, ho ricevuto doni amari e li ho accettati comunque. Ma ora conosco “le vie dell’ uomo” e sò come difendere il bambino che è rimasto vivo in fondo a quei due pozzi verdi. Non permetterò a nessuno, nemmeno alla vita di fargli del male, perchè grazie a lui io posso ancora Sognare e sentirmi Vivo e poter Donare un pò di quello che sono alle Persone che Amo. E tu? Riesci ancora a sentire la sua voce?

*Ora non mentire… il vero giocattolo era quell’ovetto di plastica dai mille usi anche per te, vero?

Una storia qualunque

Il viaggio era stato lungo, l’equipaggio era talmente provato che non aveva più neppure la voglia di protestare. Speranze, sogni, promesse… gli ideali che avevano accompagnato l’inizio di quel viaggio erano stati smarriti lungo la strada, lasciando posto a bisogno, rassegnazione ed amarezza. Come dei parassiti avevano sfruttato ogni cosa, ogni risorsa… fino a distruggere ed estinguere tutto. Poi era toccato ai più deboli tra di loro. I primi furono gli anziani, i vecchi, i malati… ed infine decisero di partire, in cerca di una nuova casa. E la trovarono.

Sbarcarono, fecero i loro bei discorsi solenni, vane e vuote parole. Proclamarono la proprietà. E sparsero sangue… il sangue innocente di tutti coloro che difendevano ciò per cui avevano vissuto fino ad allora. La casa, la famiglia, i figli, la terra che li aveva accolti, cullati e sfamati. Le fiamme avvolgevano ogni cosa e lacrime e sangue seppur copiosi non potevano spegnerle. La conquista. La distruzione. La morte. Nuovi nomi per le cose ed i luoghi, per dimenticare  l’orrore, lo scempio, l’ignoranza e l’ errore. Ma è tutto inutile. La storia degli esseri umani è sempre identica. Leggendo la storia, leggendo il passato, osservando il presente, tremando per il futuro…. gli esseri ‘umani’ in cui d’Umano‘ non v’è più nulla, mi ripugnano. Mi vergogno di indossarne la stessa pelle, di portare il loro nome. Mi fate schifo. Mi sentite? Per fortuna… non sono solo e non sono il solo. Anche se in via d’estinzone esistono ancora esseri Umani. Pochi, stanchi, tristi a volte. Ma sopravvivono in mezzo a voi.

La Lettera di Valerie

So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi interessa.

Io sono io.
Mi chiamo Valerie. Non credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia vita. Questa è l’unica autobiografia che scriverò e … Dio… mi tocca scriverla sulla carta igienica.

Sono nata a Nottingham nel 1985. Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia.
Mia nonna aveva una fattoria a Totalbrook e mi diceva sempre che “Dio è nella pioggia”.

Superai l’esame di terza media ed entrai al liceo femminile. Fu a scuola che incontrai la mia prima ragazza: si chiamava Sara. Furono i suoi polsi… erano bellissimi. Pensavo che ci saremmo amate per sempre. Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase adolescenziale, che sarebbe passata crescendo. Per Sara fu così, per me no.
Nel 2002 mi innamorai di Christina. Quell’anno confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza Chris che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava ma non mi guardava. Mi disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente, ma io avevo detto solo la verità, ero stata così egoista? Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l’unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio… All’interno di quel centimetro siamo liberi.
Avevo sempre saputo cosa fare nella vita, e nel 2015 recitai nel mio primo film: “Le pianure di sale”. Fu il ruolo più importante della mia vita, non per la mia carriera ma perché fu lì che incontrai Ruth. La prima volta che ci baciammo, capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra al di fuori delle sue.
Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra. Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita.
Ma la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra.
A quel punto non ci furono più rose… per nessuno.
Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come “fiancheggiatore” e “risanamento” divennero spaventose, mentre cose come “Fuoco Norreno” e “Gli articoli della fedeltà” divennero potenti. Ricordo come “diverso” diventò “pericoloso”. Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.
Presero Ruth mentre faceva la spesa. Non ho mai pianto tanto in vita mia. Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me.
Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno.
Morirò qui… tutto di me finirà… tutto… tranne quell’ultimo centimetro… un centimetro… è piccolo, ed è fragile, ma è l’unica cosa al mondo che valga la pena di avere.
Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino… Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai… io ti amo, dal più profondo del cuore… Io ti amo.
Valerie.

Fonte:   http://it.wikiquote.org/wiki/V_per_Vendetta

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