Grazie.

Con questo piccolo post voglio ringraziarvi, sì tutti quanti… tutte quelle persone che passando sul mio piccolo spazio mi regalano un po’ del loro tempo, chi solo leggendo, chi commentando, chi anche solo lasciando un ‘like’… Siamo in pochi, ma buoni, ed è quello che preferisco. Proprio pochi giorni fà discutevo con uno ‘spammer‘ di quanto sia molto più importante la ‘qualità’ di chi visita un blog e del suo contributo, e che lo visiti per i contenuti non perchè sollecitato... che passi perchè è un bel posto. Ed anche se così io non avrò centinaia o migliaia di visite, b’è… non mi importa affatto. Anzi, non vorrei che fosse diverso.

Quindi, a tutti voi, dico Grazie. Grazie per il tempo che regalate ai miei pensieri….

Deus Ex

7 Spade

E’ bello poter contare sulle amicizie, quelle vere, con la ‘A’ maiuscola. Sempre. Io chiamo quelle Persone Fratelli o Sorelle di Spada, perchè come nei vecchi Ordini, un fratello o sorella di spada è una persona che ti affida la sua vita ed a cui tu affidi la tua. E’ un legame di completa, totale ed assoluta fiducia, fisica e mentale. Queste Persone sono i Custodi della tua Anima, e questo significa anche che se per il tuo bene dovranno prenderti a schiaffi, lo faranno senza esitare. Loro forse soffriranno più di te nel farlo, ma la loro mano non si fermerà. Ti daranno consigli, ti saranno accanto quando chiamerai, rideranno, piangeranno e divideranno la loro esistenza con te, nel bene e nel male.

Avere accanto queste Persone è una vera ricchezza, una salvaguardia ed un privilegio e con questo piccolo pensiero voglio rendere omaggio alle mie 7 Spade, perchè riescono, ognuna con le sue qualità, a difendermi da ogni cosa… più di tutto, da me stesso.

Vi rendo omaggio.

Deus Ex Machina

 

PsicAnoalisi?

Ovvero: L’analisi dell’orefizio posteriore.

Una delle cose belle dell’avere un proprio spazietto su internet è proprio il fatto ti poter vomitare sul proprio blog tutte quelle parole, pensieri, sensazioni e simili che vogliamo condividere, o anche…. di cui vogliamo disfarci…a piacimento.

Le appoggiamo lì, un po’ come vengono, come palline di pelo dopo che ci siamo leccati le ferite. A volte quelle sulle zampe… altre volte di qualche altra imprecisata regione... E così, pallina su pallina, raccogliamo visite, lettori, commenti…. gente a cui piacciono le nostre palline… ( XD )…. e che si fanno più o meno un’idea del gatto a cui appartengono….

Si viene così a contatto con tanti altri gatti e gatte che vedono nelle nostre palline molte similitudini con le loro… manco fossero delle sfere di cristallo... e si dialoga, si miagola, si discorre su ogni tipo di tema, per comprendere, per allargare i propri orizzonti o anche solo per farsi compagnia.

Alle volte però…. (rullo di tamburi please… ) Tadààààààà : Siole e Sioli, Gatti e Gatte, vi presento: Il Gatto senza Palline!*

(*affermazione bivalente…) Eggià… perchè codesta specie… non solo è talmente INUTILE che non crea le proprie palline, ma si identifica o persino appropria di quelle altrui…. Io piazzo la mia bella pallina di pelo fumante e piovono commenti, apprezzamenti perfino adulazioni in qualche caso….. sì, anche adulazioni, qualche problema??? Dicevo… hem… Pallina piazzata… POI queste piccole creaturine, una volta avvicinatesi, iniziano a darsi alla psicologia spicciola, cercando di analizzare, dedurre, leggere tra i peli ogni singola traccia di te…. manco fossimo a C.S.I.

E lì parte il ” IO TI CAPISCO. IO TI AIUTO. IO TI SALVERO‘ “.  Facciamo cabaret ?? Occhio di bue please!

Vogliamo iniziare soft? Ebbene, accomodati… prendi da bere e qualche stuzzichino… sì anche per me…. che fai, mi lasci all’asciutto? Lo sò che hai pagato il biglietto , ma mondo gatto insomma!… Va bene, tu bevi ed io parlo…

Ripresa: Gatto Primo: Che cavolo capisci. Le MIE emozioni, le MIE sensazioni, la MIA situazione è MIA. Ed è tale perchè io la vivo e la sento in base a quella che è stata la MIA vita fin’ora… A te è morto il gatto dopo dieci anni e ti è dispiaciuto un sacco, hai pianto per lui perchè gli volevi bene. Io mio Gatto è morto dopo dieci anni e mi è dispiaciuto un sacco, ho pianto per lui perchè ERA IL MIO UNICO FOTTUTISSIMO AMICO. TI ODIO! PERCHE’ SEI MORTO SENZA DI ME?.

Hem, scusate la foga…: Gatto secondo… o vangelo secondo Gatto: Tu mi aiuti. : Buahahahahaha OHOOOHOH (oh no…quello è babbo natale… XD ) Muahahahahahaha…. (sì ecco… risata malvagistica…) TU.  AIUTI. ME. Ok, va bene… no dico… prego, si accomodi… vado avanti io? Come vuoi…: Primo presupposto: per aiutare qualcuno bisogna avere una visione chiara e completa del suo problema, avere una o anche più soluzioni per il caso, ed infine avere un metodo su misura che possa condurre il malcapiGatto dal problema alla soluzione. Questo almeno a grandi linee… MA tu: Come diavolo fai ad avere una visione di me e dei miei problemi REALI dopo 4 mail, 2 post e 6 poke su faccialibro? MA tu: Potevi dirmi prima che eri un chirurgo plastico e la mia faccia ustionata potevi sistemarla tranquillamente PRIMA che io mi facessi mille problemi, nascondendomi dalla gente che manco il Gobbo di Notre Dame si vergognava tanto? Come dici scusa? E’ solo un problema psicologico? Davvero? l’ ACCENDIAMO? Ed infine dimmi, mio ‘amico’… mio ‘guru’, mia ‘faro nella notte’… Come pensi di “Guidare i miei PASSI’ alla soluzione dei miei problemi, che non sai mettere tu stesso un passo davanti all’altro?

Gatto terzo ed ultimo: TU MI SALVERAI. Allora vediamo, mio salvagente, mio canotto, fino a questo momento mi hai solo dimostrato che sei gonfio… si, di te. Di tutta la stima che hai di te stesso, della tua arroganza… di quanto in realtà quella Mongolfiera che porta il tuo nome sia Gonfia di gas intestinali… unica spiegazione al Fetore di certe parole vuote, di quanto il tuo eleggerti a SALVATORE sia un modo semplice di farti Ammirare... Dimmi signor Dirigibile…. Chi salverà te da te stesso? Io no di certo, sai… devo svuotare la lettiera…

(Hei! Spegni quell’occhio di bue, momento catartico! Hem.. catarroso? Glup…glup! Ohhhhh… ecco una bella pallina di pelo nuova di zecca! )

Narratore fuori campo: – ” E così giungemmo alla fine dello spettacolo, ed ogni gatto, gatta, micino e micetto, tornando a casa, pensò un pochino a quanto sia importante nella vita farsi le proprie palline e condividerle con gli altri…. ma mai, mai e poi mai… andare a rompere le palline agli altri gatti… potrebbero risentirsi e dirti cosa hanno leccato per fare quella bella pallina di pelo… vuoi favorire?

Il regalo più grande….

Premessa: Se tirate in mezzo Tiziano Ferro vi banno. Non dal blog… dalla vita… vi MUOIO, ok ??

Ma veniamo al post: Quante volte ci è capitato di pensare ad un evento, una ricorrenza e simili e domandarci: - ” che diavolo gli/le regalo ?? ” - Magari la persona in questione ha anche una certa importanza per noi, e spesso lì scatta la molla materialistica…. più è importante più si spende… primo grave errore…. anche perchè la volta successiva vorremo stupire, quindi in una manciata di volte ci si ritrova sul lastrico.

Quello che spesso ci si dimentica è che per una persona che davvero ci vuole bene, l’oggetto di turno lascia il tempo che trova, sì… bello, carino, prezioso, tutto quello che vuoi…. ma è lì… come tante altre cose…

L’unica cosa, veramente preziosa, unica, irripetibile, il regalo migliore, il più grande è: il tempo. Vuoi bene ad una persona? Regalale il tuo tempo, le tue attenzioni…. regalaTI. Spesso è vero, il tempo manca anche per se stessi, ma ci sono modi diversi per ‘essere presenti’, si tratta solo di scoprire quale, tra quelli possibili, è il più gradito al destinatario del nostro dono.

Io, primo fra tutti, avevo scordato un pò questo concetto, preso da tante ansietà… ma stò cercando di rimediare…

Caccapupù

Quel gran cattivo cosmico di Brunga (Ahahah), con mostri e pipistrelli….. con mostri e pipistrelli? Magari ! Orco mondo, (scusa Shrek…), vorrei fare io a cazzotti contro mostri e pipistrelli…. e poi arrivi dal gran cattivo, incacchiato come un ape, lui ti attende per il Gran Monologo e alla fine ciccia, fissero tutti (quasi) felici e contenti… (almeno i protagonisti…).

Fatto stà che in questo mondo di Caccapupù, il postino non suona due volte, non suona proprio! Se ne frega allegramente… In questo mondo di Caccapupù, un pampers non basta… straborda tutto e comunque… anche quell’azzuro ippopotamo… e ti domandi come cacchio faceva a stare nascosto nel tuo nappolino (pannolino nappolino, fà lo stesso…), altro che ali… quì serve una grù! In questo mondo di Caccapupù gli stronzi galleggiano e gli Angeli vengono lasciati affogare, dopo avergli spezzato le ali… perchè sono ‘diversi‘… e li senti piangere perchè anche il solo sperare…. fà male.

Io non posso, stare fermo, con le mani nelle mani…(no, non me la canto…) allora che faccio? Ciobin? No grazie… io resto.

Osservo il tramonto, e se gli Angeli piangono io non posso curare loro le ferite, ma posso tenerli per mano. Morirò per questo… lo sò. Ma sono felice così. Preparati Brunga…

99 scimmie….

… danzavano sul letto, una cadde in terra e si ruppe il cervelletto!

Ebbene sì… una caduta, gran bel modo per scrivere ‘fine‘. Perchè la ‘Vita’ è così, non sai mai ne quando, ne come, ma è solo una questione di tempo, tranquilli…  No, non sono un cinico, anzi… è solo che bisogna tenere sempre gli occhi bene aperti e puntare alle cose che si desiderano per davvero. Arriverà il giorno senza domani per tutti, e quando arriverà, cosa penserai? Condizionali… “ah se sapevo..” “ah… avrei voluto… ” e simili via via scivolando nella buia spirale d’amarezza

Io odio, detesto profondamente i condizionali… sono così ipotetici, perditempo… meglio un o un No, decisi, non ho vita da perdere… La vita è un regalo, un dono prezioso. Non và sprecata, ma vissuta e donata a chi ha Anima e Cuore per ricambiare il Miracolo…

99 scimmie danzavano sul letto… una cadde in terra… e sorrise… perchè se pur breve, la sua esistenza era stata felice.

E tu ? Sorriderai ?

Sono un bambino…

…. magari! Mi piacerebbe. Certo, ci sono delle cose nella mia vita a cui non voglio e non posso rinunciare, quindi non se ne parla, resto adulto(?) grande(?) … ok resto un non-bambino… ma credimi, vorrei essere uno di loro, li invidio, spesso. E non solo per essere liberi dalle aspettative del resto del mondo, ma per tante altre cose che un bambino ‘può‘, mentre un adulto o pseudo tale non è in grado di fare… non più. Qualche esempio? Macchinina. Dai al bambino una macchinina e ci giocherà fino all’infinito, non per la macchina in sè, ma per le infinite storie che la fantasia è in grado di forgiare con quel piccolo oggetto. Togli la macchinia. Resta un bambino con tanta di quella fantasia che un tappeto può diventare ogni cosa, una capsula di quelle gialle dell’ovetto kinder* diventa un universo, un pezzetto di cartone un amico fantastico che neppure Tolkien saprebbe fare di meglio… Un bambino è VERO. E’ triste, è felice, sorride con gli occhi e con il cuore. Non è contaminato da doppiezza, falsità, meschinità e tutte le bassezze di noi adulti(?). Il problema è che una volta conosciute queste cose il bambino viene ‘smaliziato‘… ed è finita. Non fraintendermi, può essere la persona migliore di questo mondo, ma vedrà queste cose negli altri, e per questo soffrirà. I suoi occhi non brilleranno più come prima. Diverrà un non-bambino. E dimenticherà. Scorderà la magia della fantasia, l’entusiasmo della scoperta, il facino delle infinite possibilità, e non sognerà più…. schiacciato da parole come concretezza, risultati, aspettative, obiettivi, carriera.

Ma. Spesso i ‘ma’ sono negativi, questa volta no.

Ma un giorno quel non-bambino si guarderà allo specchio e scrutando a fondo in quei due pozzi d’acqua verde potrà scorgere i sogni dimenticati.

Ma un giorno quel non-bambino potrà aver conosciuto anche la saggezza e con essa riuscire a ritrovare la strada per quella gioia dimenticata, ma questa volta essendone cosciente.

Ma un giorno quel non-bambino…. continua tu, se ne sei capace. Se non ci resci, b’è… fatti qualche domanda.

Io ero un bambino, ed ora non lo sono più. Alle volte li invidio, ma poi penso che ho la fortuna di essere io a plasmare la mia vita. Certo, ho fatto tanti errori e ho pagato per essi, ho ricevuto doni amari e li ho accettati comunque. Ma ora conosco “le vie dell’ uomo” e sò come difendere il bambino che è rimasto vivo in fondo a quei due pozzi verdi. Non permetterò a nessuno, nemmeno alla vita di fargli del male, perchè grazie a lui io posso ancora Sognare e sentirmi Vivo e poter Donare un pò di quello che sono alle Persone che Amo. E tu? Riesci ancora a sentire la sua voce?

*Ora non mentire… il vero giocattolo era quell’ovetto di plastica dai mille usi anche per te, vero?

Una storia qualunque

Il viaggio era stato lungo, l’equipaggio era talmente provato che non aveva più neppure la voglia di protestare. Speranze, sogni, promesse… gli ideali che avevano accompagnato l’inizio di quel viaggio erano stati smarriti lungo la strada, lasciando posto a bisogno, rassegnazione ed amarezza. Come dei parassiti avevano sfruttato ogni cosa, ogni risorsa… fino a distruggere ed estinguere tutto. Poi era toccato ai più deboli tra di loro. I primi furono gli anziani, i vecchi, i malati… ed infine decisero di partire, in cerca di una nuova casa. E la trovarono.

Sbarcarono, fecero i loro bei discorsi solenni, vane e vuote parole. Proclamarono la proprietà. E sparsero sangue… il sangue innocente di tutti coloro che difendevano ciò per cui avevano vissuto fino ad allora. La casa, la famiglia, i figli, la terra che li aveva accolti, cullati e sfamati. Le fiamme avvolgevano ogni cosa e lacrime e sangue seppur copiosi non potevano spegnerle. La conquista. La distruzione. La morte. Nuovi nomi per le cose ed i luoghi, per dimenticare  l’orrore, lo scempio, l’ignoranza e l’ errore. Ma è tutto inutile. La storia degli esseri umani è sempre identica. Leggendo la storia, leggendo il passato, osservando il presente, tremando per il futuro…. gli esseri ‘umani’ in cui d’Umano‘ non v’è più nulla, mi ripugnano. Mi vergogno di indossarne la stessa pelle, di portare il loro nome. Mi fate schifo. Mi sentite? Per fortuna… non sono solo e non sono il solo. Anche se in via d’estinzone esistono ancora esseri Umani. Pochi, stanchi, tristi a volte. Ma sopravvivono in mezzo a voi.

La Lettera di Valerie

So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi interessa.

Io sono io.
Mi chiamo Valerie. Non credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia vita. Questa è l’unica autobiografia che scriverò e … Dio… mi tocca scriverla sulla carta igienica.

Sono nata a Nottingham nel 1985. Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia.
Mia nonna aveva una fattoria a Totalbrook e mi diceva sempre che “Dio è nella pioggia”.

Superai l’esame di terza media ed entrai al liceo femminile. Fu a scuola che incontrai la mia prima ragazza: si chiamava Sara. Furono i suoi polsi… erano bellissimi. Pensavo che ci saremmo amate per sempre. Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase adolescenziale, che sarebbe passata crescendo. Per Sara fu così, per me no.
Nel 2002 mi innamorai di Christina. Quell’anno confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza Chris che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava ma non mi guardava. Mi disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente, ma io avevo detto solo la verità, ero stata così egoista? Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l’unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio… All’interno di quel centimetro siamo liberi.
Avevo sempre saputo cosa fare nella vita, e nel 2015 recitai nel mio primo film: “Le pianure di sale”. Fu il ruolo più importante della mia vita, non per la mia carriera ma perché fu lì che incontrai Ruth. La prima volta che ci baciammo, capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra al di fuori delle sue.
Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra. Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita.
Ma la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra.
A quel punto non ci furono più rose… per nessuno.
Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come “fiancheggiatore” e “risanamento” divennero spaventose, mentre cose come “Fuoco Norreno” e “Gli articoli della fedeltà” divennero potenti. Ricordo come “diverso” diventò “pericoloso”. Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.
Presero Ruth mentre faceva la spesa. Non ho mai pianto tanto in vita mia. Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me.
Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno.
Morirò qui… tutto di me finirà… tutto… tranne quell’ultimo centimetro… un centimetro… è piccolo, ed è fragile, ma è l’unica cosa al mondo che valga la pena di avere.
Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino… Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai… io ti amo, dal più profondo del cuore… Io ti amo.
Valerie.

Fonte:   http://it.wikiquote.org/wiki/V_per_Vendetta

Bello

La ‘Fonte dell’eterna giovinezza’… no, credo che neppure quella basterebbe. Nell’ epoca dove ‘apparire‘ è la parola d’ordine la semplice giovinezza non credo basterebbe. Ma il genere ‘umano‘ è ‘avanti‘… noi abbiamo i chirurghi estetici… omini che paghiamo fior di quattrini per ‘correggere‘ ciò che per noi la natura ha ‘fatto male’. Che arroganza. Certo, c’è chi per paura o altro non è così drastico… magari solo palestra, diete… qualche pastiglia… all’ossessiva ricerca della “bellezza“.

Certo, perchè, siamo onesti… nella nostra società il bello và avanti, il brutto và… ma a casa… e spesso anche lì ha problemi… Ed allora che si fà? Anzichè correggere la nostra percezione di ciò che realmente è la bellezza ZIC! ecco un bel paio di labbra trasformate in un canotto, ZIC! un seno piccolo in due cocomeri, ZIC! quel filo di pancetta che nostra moglie amava tanto in addominali che nemmeno una tartaruga ninja*… E ci guardiamo allo specchio e crediamo di essere “belli” il nostro ego si gonfia ed il cervello si svuota… e gli occhi, si chiudono. Non vediamo più. Perchè noi, così belli, così perfetti, ricercheremo anche negli altri la “perfezione” e non la troveremo… perchè non sarà la nostra ma la loro. Molto meglio invece riuscire a tenere gli occhi bene aperti, riuscire a svincolarsi da quello che la nostra società ci propone come ‘bello’, riuscire a cogliere, collegando gli occhi non solo al cervello, ma anche al cuore, ciò che “bello” lo è veramente.

Quali sono le cose veramente belle ? Io conosco le mie… le tue devi conoscerle tu… siamo diversi ed il bello è proprio questo! Va bene una cosa la dico… io AMO la curva della Donna. Sì al singolare… La curva che fanno le labbra quando si piegano in quel sorriso che scalda il cuore... semplicemente meraviglioso.

(* NOTA: Con questo NON voglio dare nessuna definizione di ‘giusto’ o ‘sbagliato’ ma solo mettere in evidenza quanto sia facile fare qualcosa… per i motivi SBAGLIATI….)

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